Il portale telematico non comprima l’esercizio del diritto di difesa. UCPI chiede alla Ministra Cartabia un intervento diretto per il regime transitorio

Le continue disfunzioni dei portali delle Procure stanno limitando l’esercizio del diritto di difesa nei diversi territori. La soluzione dei problemi tecnici non può essere affidata solo agli interventi dei singoli Uffici. È necessario prevedere un periodo di sperimentazione che consenta il ricorso anche alle modalità tradizionali di deposito degli atti difensive.

La presa di posizione dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

L’Avvocatura penale, tra le tante proposte avanzate per garantire il funzionamento della macchina giudiziaria a fronte dell’emergenza pandemica, ha richiesto che fosse previsto il deposito degli atti difensivi a mezzo posta elettronica certificata, soluzione questa che, peraltro, non richiede innovazioni tecnologiche ma una semplice riorganizzazione degli Uffici nella gestione di più indirizzi di posta elettronica.

Fuori da ogni interlocuzione, la burocrazia ministeriale ha predisposto regole per il funzionamento di tale nuova modalità di deposito, alcune delle quali si sono poi rivelate fonti di inutili complicazioni.

È stato introdotto il portale del processo penale telematico (“PPT”) per consentire l’accesso “da remoto” al fascicolo del Pubblico Ministero ed il deposito degli atti difensivi relativi alla fase delle indagini preliminari.

Ed ancora, si è prevista una specifica disciplina presieduta da inammissibilità per il deposito delle impugnazioni, in evidente antagonismo con il principio del favor impugnationis.

In sede di conversione, nonostante l’Unione delle Camere Penali Italiane – come del resto tutte le rappresentanze forensi – avesse più volte denunziato la necessità di un periodo di transitorietà della disciplina, il Ministero della Giustizia ha addirittura ampliato il novero degli atti soggetti ad esclusivo deposito telematico.

Infine, il recente provvedimento del D.G.S.I.A. del 12 febbraio 2021 ha introdotto la figura del cd. “atto abilitante”, che deve necessariamente accompagnare il deposito dell’atto di nomina nella fase delle indagini preliminari e dal quale risulti la conoscenza del procedimento da parte del difensore e sulla natura del quale non è ancora stata fatta sufficiente chiarezza. Si tratta dell’ennesimo strumento introdotto per limitare ancor più l’esercizio del diritto di difesa, consegnando alla discrezionalità dell’Ufficio il controllo sulla legittimità dell’“abilitazione”.

L’Osservatorio UCPI per l’informatizzazione del processo penale ha preso posizione sul tema, denunziando le continue disfunzioni del PPT e le diverse prassi in vigore presso molti Uffici giudiziari, che adottano circolari e provvedimenti in deroga alle modalità di deposito telematico, a causa del malfunzionamento del sistema.

La situazione attuale genera una crescente incertezza ed una progressiva e sempre maggiore disomogeneità degli strumenti a disposizione nei diversi territori e, come segnalato dalle Camere penali territoriali, mette concretamente a repentaglio l’esercizio del diritto di difesa e la possibilità di garantire agli assistiti il corretto rispetto dei termini e delle scadenze processuali.

Le continue problematiche collegate ai depositi telematici (limiti al caricamento dei files, blocchi del sistema, intoppi della procedura di deposito e via dicendo) e la grande incertezza sulla legittimità del ricorso al deposito degli atti brevi manu ricadono inevitabilmente sul corretto esercizio delle prerogative difensive che devono essere sempre garantite, in ossequio ai principi costituzionali e che impongono la salvaguardia delle tradizionali modalità di deposito per un periodo di tempo sufficiente a consentire, da un lato, l’adeguamento del sistema alla nuova disciplina telematica, dall’altro la perfetta organizzazione dell’attività professionale Ora più che mai occorre garantire la vigenza di un doppio binario.

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane

chiede al Ministro della Giustizia

– un intervento diretto per definire quanto prima, in via transitoria, il ripristino anche delle modalità tradizionali di deposito degli atti difensivi e di accesso ai fascicoli processuali;

– un incontro ove illustrare le proposte per una più efficace organizzazione delle modalità di accesso da parte dei difensori ai portali telematici.

Roma, 3 marzo 2021

                                                                                                                                             La Giunta